LINFA

Educazione Parentale

Educazione Parentale

Frammento 10 #La famiglia

L’educazione parentale per definizione restituisce alla famiglia il ruolo primario in ambito educativo. Quando un gruppo di genitori unisce le forze per organizzare l’istruzione dei propri bambini, lo spazio educativo che nasce è al servizio delle famiglie. I genitori, così come i bambini, diventano protagonisti attivi della quotidianità educativa e frequentano anch’essi, nei momenti dedicati, lo spazio educativo. Mentre la famiglia affida con fiducia i propri figli a educatori competenti, i maestri accolgono non solo il bambino, ma il suo intero sistema. Il dialogo tra casa e scuola non può che essere uno scambio fluido e aperto, in cui genitori e insegnanti collaborano per offrire ai bambini le occasioni migliori per mettersi alla prova, per sviluppare autonomia e per crescere in maniera armonica. Famiglia e scuola sono in costante relazione, così che i bambini possano guardare alla vita, rimanendo in armonia con le proprie radici. Così come gli alberi, i bambini sono liberi in famiglia di trarre nutrimento dalle proprie origini e nel gruppo educativo sono liberi di crescere e prepararsi per spiccare il volo.

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Frammento 9# Perché libri e non sussidiari

Il progetto LINfa #EducazioneParentale non prevede l’uso di schede o fotocopie, né di un unico sussidiario o manuale scolastico. Perché una scelta di questo tipo? Le motivazioni sono varie, vediamo le principali. Le schede e le fotocopie propongono in genere attività meccaniche e ripetitive, sono poco motivanti e difficilmente si adattano per contenuto o per lingua agli obiettivi specifici delle lezioni. In quanto materiali grigi e “volanti”, non mettono il bambino in contatto con il libro come oggetto, né tanto meno permettono un approccio attivo e pratico all’insegnamento, né lo sviluppo di autonomia rispetto all’uso e alla gestione del materiale scolastico. I sussidiari o i manuali invece, anche se più simili al formato libro, hanno una serie di limiti in termini di contenuti e varietà di tipi di testi. Dal punto di vista delle nozioni, sono spesso organizzati così da contenere un ampio numero di argomenti, spesso trattati in modo sintetico e superficiale, mentre i testi narrativi non sempre sono sufficientemente vari e accattivanti. L’abbinare poi in modo costante i testi a un apparato didattico di comprensione non motiva alla lettura come piacere o strumento per approfondire. Dal punto di vista delle competenze di lettura e studio, frequentemente i contenuti sono già pre-selezionati, senza richiedere ai bambini un reale esercizio di riconoscimento di ciò che è importante e ciò che è secondario, raramente si stimola poi la lettura di diverse tipologie testuali su uno stesso argomento, favorendo una trasmissione passiva dei contenuti. In altre parole i manuali scolastici difficilmente permettono un’interazione attiva e partecipata, legata al manipolare, all’esplorare, al fare e al ricercare dell’alunno. Al contrario, l’uso di “libri veri” permette un esercizio autentico e reale delle competenze di lettura, oltre che una personalizzazione delle proposte di lettura e studio. La possibilità di selezionare i testi anche utilizzando le biblioteche pubbliche ha il vantaggio di riportare i bambini verso un uso autentico del libro, come oggetto da ricercare, da consultare, da esplorare, da interrogare per raccogliere informazioni, da leggere per piacere, da curare, da condividere, da consigliare e da scambiare.

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Frammento 8 #L’inglese quotidiano

C’è chi per storia familiare entra in contatto con diverse lingue fin dalla nascita e chi invece lo fa da più grande, con la scuola dell’infanzia o la scuola primaria. In entrambi i casi si può parlare di bilinguismo, simultaneo il primo, consecutivo il secondo. Nel primo caso il bambino sviluppa le lingue con cui entra in contatto naturalmente, nel secondo il percorso è accompagnato e il bambino, in genere, necessita di un tempo per adattarsi all’idea di “dover imparare a comunicare da capo”, con una nuova lingua tutta da scoprire. In entrambi i casi l’apprendimento e l’uso di più lingue, quando ben sostenuti, costituiscono un vantaggio. La ricerca dimostra ad esempio come i bambini che crescono con più lingue abbiano una maggiore consapevolezza delle diverse culture, degli altri e di altri punti di vista, fin dalla tenera età infatti comprendono attraverso le lingue come altre persone hanno prospettive diverse. I bambini bilingui mostrano maggiore adattabilità ai cambiamenti, riescono meglio dei monolingui a svolgere diverse attività contemporaneamente, sono più abili nel focalizzare l’attenzione su ciò che ha maggiore rilevanza in una situazione e nell’affrontare un problema, spesso imparano a leggere precocemente e generalmente hanno meno difficoltà ad imparare altre lingue. In altre parole, il bilinguismo offre al bambino molto più che due lingue, ed è anche un importante esercizio di accettazione dell’altro, di flessibilità e di adattabilità alla realtà.

Ecco perché il progetto LINfa offre un’esposizione quotidiana all’inglese, con l’obiettivo di sostenere attraverso un percorso di apprendimento naturale lo sviluppo delle abilità comunicative e, quando opportuno, delle abilità di studio in un’altra lingua. Tutto ciò nel rispetto dei tempi e delle predisposizioni di ogni singolo bambino, perché imparare una lingua è come scoprire un pezzetto di sé da un’altra prospettiva e richiede pertanto cura e attenzione.

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Frammento 7 #Il teatro, la danza e l’arte

Bellezza, fantasia e creatività sono qualità innate nei bambini, sono i motori dell’apprendimento dell’infanzia, ma quando sostenute e coltivate accompagnano anche il percorso scolastico. Ecco perché nel progetto LINfa #EducazioneParentale sono “oggetto di studio”, al pari delle discipline tradizionali. Il teatro, la danza e l’arte potenziano e indirizzano le energie creative, alimentano il gusto estetico e artistico, guidano l’elaborazione dei sentimenti, delle idee, delle dinamiche relazionali e favoriscono uno sviluppo armonico tra mente, cuore e corpo. Allenano il corpo e la voce. Amplificano le capacità di ascoltare, elaborare e trasmettere, rendono fluidi e armonici i movimenti nel tempo e nello spazio. Nel gioco del teatro, del danzare e del disegnare i bambini esplorano attraverso canali non verbali le relazioni, entrano in altri mondi e manifestano sé stessi attraverso un gesto, un ritmo o una traccia di colore. Con l’arte si gioca, ci si mette in gioco e si rafforza il percorso che conduce verso l’avventura della scuola intesa come spazio per ampliare le proprie conoscenze e sviluppare le abilità di studio. Il teatro, la danza e l’arte sono un tempo e uno spazio dedicato alla cultura, alla natura, al presente e al passato, un’occasione per ricevere, elaborare e riconsegnare ad altri, con cura e passione, le proprie conoscenze e le proprie emozioni.

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Frammento 6 #Imparare senza voti

Il progetto LINfa #Educazione Parentale accompagna lo sviluppo delle competenze nei bambini senza utilizzare giudizi o valutazioni numeriche. Perché una scelta di questo tipo? Innanzitutto trasformare in un valore numerico il percorso di apprendimento è impossibile. Secondariamente i bambini non capiscono il voto e tendono a interpretarlo come giudizio sulle proprie capacità: quando è positivo sentono che non c’è altro da apprendere, quando è negativo rischiano di demotivarsi o pensare di non essere all’altezza. Inoltre il voto rende gli allievi dipendenti dal giudizio di un adulto, che stabilisce se ciò che hanno fatto va bene o meno, senza sviluppare le capacità di monitorare autonomamente il proprio percorso. Infine il voto non offre prospettive di lavoro futuro, non definisce le prossime tappe didattiche, al contrario rischia di causare inutile competizione.

Assenza di voti non significa però assenza di valutazione, al contrario. I docenti LINfa valutano, osservano quotidianamente le competenze di ciascun bambino e, sulla base delle informazioni che raccolgono, stabiliscono le tappe future. La valutazione formativa dell’insegnante è accompagnata dall’autovalutazione degli allievi. A partire dall’osservazione di ciò che va bene e di ciò che può essere migliorato nel proprio lavoro è possibile avviare nuovi personali percorsi di apprendimento. Sostenere le capacità di autovalutazione significa insegnare ai bambini che di fronte a un insuccesso, a una critica, a una frustrazione è sufficiente fermarsi e riflettere – cosa ha funzionato? cosa può essere migliorato? – evitando inutili – non sono capace – arrivando così a trovare strade per fare di più e in modo migliore.

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Frammento 5 #Fare per imparare

Apprendere attraverso l’esperienza è la via più naturale per lo sviluppo delle competenze. E’ attraverso l’azione che dalla nascita, se non prima, ci mettiamo in relazione col mondo e impariamo. La vita intellettuale di un bambino non inizia e non finisce con un libro o con la parola. L’agire è un aspetto saliente dell’azione educativa, non un accessorio da relegare in progetti estemporanei. A partire dalla sperimentazione sul campo, i bambini sono in grado di selezionare il contesto di apprendimento più adatto al proprio stile cognitivo, alle  caratteristiche personali e al contesto di provenienza, valorizzando le proprie potenzialità, capacità e competenze.

La didattica attiva ha radici lontane: già nel secolo scorso J. Dewey parlava di apprendimento attraverso il fare, J.B. Bruner dell’inseparabile relazione tra riflessione, linguaggio e azione; nella scuola italiana autori illustri come M. Montessori, M. Boschetti Alberti, R. Agazzi – per citarne alcuni – sostenevano l’idea dell’apprendimento attraverso l’azione, la partecipazione degli studenti, l’autovalutazione, l’attualizzazione dell’esperienza e il lavoro di gruppo.

Il progetto LINfa #Educazione Parentale 6-11 non può che ripartire da questo approccio metodologico nel progettare le azioni educative. Uno spazio educativo–laboratorio per l’innovazione didattica. Una scuola–laboratorio dove si impara ad imparare.

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Frammento 4 #Apprendimento in movimento

Il movimento dei bambini non è fine a sé stesso e non è un semplice sfogo. Al contrario, è proprio attraverso il movimento del corpo che i bambini sviluppano il pensiero astratto, i concetti di prima e dopo, di causa ed effetto. E’ attraverso il movimento che imparano a collocarsi nel tempo e nello spazio. Ed è sempre attraverso il movimento che sviluppano il pensiero e il linguaggio. La concretezza, il fare e il movimento sono aspetti molto importanti dell’apprendimento. I bambini hanno bisogno di esempi tangibili, di manipolare la realtà, di fare giochi attivi e di movimento. Comprendono ciò che vedono e, a partire da tale comprensione organizzano la loro percezione della realtà. Non ultimo, i bambini traggono grandi soddisfazioni da ciò che hanno realizzato in prima persona, anche attraverso l’impiego di abilità fisiche.

Se il movimento è importante nei primi anni di vita, lo è ancora di più in quelli successivi. Essere studenti competenti, imparare a leggere, a scrivere, a contare comporta lo sviluppo di abilità di movimento sempre più raffinate. “Stare a scuola” significa infatti sapersi sedere comodamente, coordinare occhi e mani, impegnarsi in attività cognitivamente complesse e contemporaneamente elaborare linguaggio astratto. Ecco perché nel progetto educativo parentale LINfa il movimento non è relegato ad attività di poche ore la settimana, ma è integrato alla routine quotidiana e stimolato in diverse forme – libero, accompagnato, strutturato, all’aperto o in uno spazio contenuto –, così da favorire lo sviluppo di abilità motorie sempre più fini a sostegno della abilità scolastiche. Imparare a muoversi per imparare meglio.

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Frammento 3 #Nell’atelier l’arte si fa per gioco

L’arte e i colori sono un tassello importante del percorso educativo LINfa, con uno sguardo attento al dipingere come strumento per l’espressione di sé. Coi colori, con i pennelli, ma anche con le mani e con il corpo si gioca, si crea in libertà, senza aspettarsi gratificazioni o giudizi. Nello spazio intimo e condiviso dell’atelier, i bambini non dipingono perché viene richiesto, non imitano un modello, non cercano di soddisfare il maestro, al contrario dipingono per il piacere del momento, da soli, insieme, in gruppo, stando fermi o danzando, senza competizione. L’adulto si limita ad assisterli nella preparazione dello spazio, dei materiali, dei colori.  Poiché anche gli adulti, genitori e non, sono bambini cresciuti, l’atelier è aperto anche ai grandi. L’importante è rispettare la stessa e unica regola: si dipinge liberi, per gioco.

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Frammento 2 #Per educare un bambino ci vuole un’intera città

Qualcuno potrebbe chiedersi perché il progetto LINfa #Educazione Parentale dedica una giornata settimanale a frequentazioni cittadine. Proviamo a illustrare alcuni dei motivi di questa scelta pedagogica. Innanzitutto, uscire dalle mura di uno spazio educativo significa vivere il territorio, aprirsi alla scoperta e apprendere dalle inesauribili occasioni offerte da piazze, da giardini, da parchi, da botteghe, da musei, e dai vari spazi sociali della città. Secondariamente, uscire dalle mura di uno spazio educativo rende l’apprendimento stesso più autentico, non solo un momento di ricezione, ma anche di apertura e interazione con la città e la società, non solo un’esplorazione “in laboratorio”, ma anche “sul campo”. Infine uscire dalle mura permette ai bambini di prendere parte allo spazio e al tempo dei grandi, li aiuta a partecipare alla vita cittadina nelle giornate comuni, e non solo in quelle di festa quando non c’è scuola. Da settembre, se vedrete per la città un crocchietto di bimbi che si prende il tempo di passeggiare, di guardare, di interrogarsi, di interagire o perfino di proporre e partecipare allo spazio cittadino, saprete che molto probabilmente si tratterà dei bambini dello spazio parentale LINfa nelle loro lezioni “fuori dalle mura”.

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Frammento 1 #Una classe senza banchi

Lo spazio educativo LINfa è uno spazio flessibile, pronto a prender forma sulla base delle esigenze didattiche. L’ambiente di apprendimento lo stiamo pensando come luogo che incuriosisce e solletica la creatività dei bambini. Sarà uno spazio essenziale dove c’è solo ciò che serve. L’immaginazione e l’intelligenza si attivano in un ambiente semplice, ordinato, flessibile ma accogliente e sicuro. L’aula si modifica e prende forma insieme alle attività previste, permettendo la sperimentazione di diverse modalità di lavoro, a volte a terra, su morbidi pouff e cuscini, altre in movimento o in verticale utilizzando le pareti, in piedi, altre ancora semplicemente seduti. L’aula si adatta alle attività a grande gruppo, a piccoli gruppi, a coppie, ma anche individuali. In tante occasioni poi le lezioni escono dalle mura, per andare in giardino, sotto un albero, in atelier e perfino in città. L’osservazione, la riflessione e l’apprendimento si sviluppano creando un dialogo tra attività proposte e reazioni dei bambini, mantenendo un ritmo e un movimento, non solo mentale, ma anche fisico. Non ci sarà da stupirsi allora se non troveremo banchi e a volte si userà una palla come sedia.

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